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Comune di MONTEMARANO
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IL CARNEVALE DI MONTEMARANO (Patrocinato dalla Presidenza della regione Campania)
Senza dubbioil Carnevale rappresenta la più importante manifestazione folcloristica di Montemarano, un singolare fenomeno antropologico, la cui importanza e specificità, ormai, contempla una platea nazionale. Esso ha una tradizione secolare e ritorna, nella sua spensieratezza e nel suo anticonformismo, nei tre giorni prima delle Ceneri, con la sua tradizionale ed originale Tarantella montemaranese, la più sentita, praticata e complessa tarantella oggi esistente. La ritualità di tale danza (pare che abbia remote origini bulgare) è direttamente legata ai cortei processionali (le mascherate) del Carnevale, che si svolgono attraverso le strade principali del paese, seguendo il ritmo di questa danza, sempre più sostenuto fino al delirio. Durante il Carnevale di Montemarano è possibile notare frammenti di estasi collettiva, soprattutto quando il tempo del ballo sta per scadere e la sera segna la chiusura della grande festa. Infatti nei festeggiamenti del Carnevale confluiscono aspetti di diversi riti pagani. Innegabile è il carattere propiziatorio che richiama preistorici riti agricoli; evidente è il carattere liberatorio che determina l'impostazione anticonformistica ed estremamente satirica; questi caratteri si rifanno ai cosiddetti "Saturnalia", antica festa romana, che cadeva in dicembre, con significato propiziatorio e liberatorio. L'origine pagana del nostro Carnevale fu ripresa e divulgata nel XVII secolo dal poeta e scrittore napoletano, Giovanbattista Basile, che fu signore e governatore di Montemarano. Quel Carnevale è stato tramandato, nel suo aspetto originario, fino ai giorni nostri. A tale originalità va aggiunta la totale spontaneità della partecipazione della popolazione. In effetti la differenza tra spettatore e protagonista nel nostro Carnevale risulta quasi annullata. Infatti in questi giorni di irrefrenabile ballo della Tarantella montemaranese, accompagnati dall'originale lancio di confetti e guidati dai Caporabballo (originali Pulcinella montemaranesi), appassionati e curiosi giungono, sempre più numerosi, da diverse regioni italiane. Il Carnevale ha inizio già con la ricorrenza di Sant'Antonio Abate, 17 Gennaio (a Santantuono maschere e suoni) ed ha termine la domenica successiva alle Ceneri con "Carnevale morto", allorquando, dopo il commiato funebre-ironico da Carnevale e la lettura del suo grottesco testamento, ci si lancia in un'ultima danza sfrenata fino alla rottura, a notte inoltrata, della "Pignata", dalla quale fuoriescono biscotti e dolciumi, che simbolicamente rappresentano un buon auspicio per la primavera che si approssima.
NOTIZIE SULLA TARANTELLA MONTEMARANESE In verità, per parlare della "TARANTELLA MONTEMARANESE" bisogna andare indietro nel tempo di molti anni e accennare, con precisione, prima, alle persone protagoniste che elaborarono la tarantella "Montemaranese" con motivi e ritmi e melodie intonati ai movimenti. L'antesignano e protagonista della "TARANTELLA MONTEMARANESE" è Domenico AMBROSINO - familiarmente chiamato "MBRUSINO" che era accompagnato da Attilio BARBARO detto "PANZALONGA" coll'organetto ad otto bassi, da Domenico PICARIELLO detto "GIANNININO" con altro organetto a trentasei o quaranta bassi e da Mario CORRADO "MARUZZO RA LAVANNARA" detto "ULISSE" col tamburello o "tammurro". "Mbrusino" era un ottimo suonatore di clarinetto, conosceva molto bene la musica in quanto da bambino - abitante vicino alla casa di un maestro di musica che frequentava - imparò, jsi può dire, più la musica che a leggere e scrivere. Da giovane, poi, fu scritturato dal precettore di musica che aveva costituito, anche, un complesso bandistico denominato "La Banda Verde di Montemarano" che tanti successi conseguì, egli, "Mbrusino" ne faceva parte e suonava ^clarinetto "Si bemolle". Di poi fu scritturato da altri complessi bandistici della provincia: Scrino - Lapio -Montefalcione -Sturno - Lauro di Noia - San Sossio Baronia - ed altri ancora. A quell'epoca molti giovani montemaranesi sapevano dì musica in quanto da ragazzi oltre ad essere apprendisti dell'arte o del mestiere, frequentavano anche i corsi serali di musica istituiti dal gran nobil uomo possidente Sig. Vincenzo TONI il quale portava avanti anche il complesso bandistico "Banda Verde di Montemarano". Quindi i giovani apprendisti di arte e di musica facevano parte della "Banda Verde di Montemarano". Più tardi però -dopo diversi e svariati anni, il complesso musicale non fu più riorganizzato e perciò - i gióvani che avevano imparato il mestiere o l'arte oltre che a suonare non facendo più parte del complesso bandistico di cui innanzi, (infatti, il lavoro di musicante era stagionale e durava in tutto tre o quattro mesi durante l'anno) tornarono ad esercitare la propria arte o il proprio mestiere: - chi il sarto, chi il calzolaio, chi il falegname, chi il barbiere e chi anche il contadino. Soltanto "Mbrusino" oltre ad esercitare l'arte di calzolaio, continuava, anche, durante i cicli estivi e festivi, ad essere scritturato come clarinettista dai vari concerti bandistici innanzi menzionati. Ed ecco, dunque, egli che conosceva bene i vari generi di musica: quella classica, le melodie, gli inni, le serenate, le marce sinfoniche, i valzer, le mazurche, le polche, e conoscendo altresì i vari ritmi, le cadenze, le modulazioni melodiche, elaborò la "Tarantella Montemaranese" su i motivi dominanti o ricorrenti della seconda "Rapsodia Ungherese" di Franz LIZST, - focosa, appassionata, dinamicamente ritmica e la più famosa fra le quindici composte dall'autore. Ciascuno e tutti fantasiosi che avevano il genio e il potere di inventare cose da far dimenticare gli affanni pur di divertirsi e far divertire tutti. "Mbrusino" ha suonato, con arte e competenza, la "Tarantella" - da lui medesimo elaborata - per tanti e tanti anni nella ricorrenza del Carnevale e nelle circostanze in cui era chiamato, si può dire, forse, per un sol bicchier di vino, fino a quando è stato in vita. Mai alcuno, però, ha potuto uguagliarlo o superarlo. Lo hanno potuto imitare, lo hanno potuto plagiare, ma mai sono riusciti ad essergli pari. La "TARANTELLA" era una sua CREATURA.. Giacomo DI DIO, detto 'PUCA D'ORO", - se ne da atto,- da piccolo ebbe la fortuna di apprendere lezioni di musica, col clarinetto, da "Mbrusino" prima ad orecchio e poi anche a musica - quando cioè frequentò il corso di musica istituito in Castelfranci e diretto dal Sig. Giuseppe CRESTA detto " 'O CÓMPARIELLO". "Mbrusino" aiutò molto Giacomino e lo fece suonare insieme con lui perché si rendesse conto delle melodie e dei ritmi come esercizi d'apprendimento e di progressione nel crescendo musicale.Moltissime volte gli fece suonare la "Tarantella" al suo fianco perché facesse anche esercizi di respirazione in quanto l'esecuzione del suono della tarantella richiede molto ritmo e molto fiato. Giacomino fu molto aiutato da 'Mbrusino" il quale - in ultimo - gli regalò tutti gli spartiti di valzer, di polche, di mazurche, di inni, di canzoni, di marce e tutto quanto potesse essergli utile per ben suonare. Gli raccomandò anche di non fuorviare mai dai ritmi e dalle melodie così come gli erano stati insegnati. Infatti - tutto era così bene modulato e cadenzato - quasi che, le maschere, quando sfilavano perle vie del paese, sembrava, avanzassero, con andatura solenne, come una processione danzante. "Mbrusino" è stato l'unico depositario e protagonista del suono della 'Tarantella Montemaranese" - era la sua CREATURA, come detto innanzi. Giacomino "Puca d'Oro" ne è l'erede in quanto la suonò con lui e da lui ebbe ad apprendere gli accorgimenti, le sfumature, le fioriture e gli abbellimenti necessari da tenere in conto durante il suono per renderla sempre più bella, più ariosa, più sentita, più amata. Quindi Giacomino suona abbastanza bene la tarantella che gli fu insegnata e, particolarmente, raccomandata, dal tanto amato e mai assai lodato maestro "MBRUSINO". E' da far notare che, attualmente - essendo sul mercato strumenti ed esecutori improvvisati e non all'altezza della situazione - la "Tarantella Montemaranese" ha perduto la sua originalità in quanto non ha più né ritmo, né cadenze come quella originale, quella vera. La "Tarantella Montemaranese" ha la prerogativa di essere quasi intatta come musica. Non esistono testi letterari o frasi da poter accoppiare al suono e al ritmo della stessa.Ma quando alcuni hanno voluto adattare e accoppiare alla musica frasi brevi o lunghe che siano, hanno falsato e distorto la bellezza del suono strumentale della tarantella" e l'hanno reso esteticamente negativo. In conclusione la "Tarantella Montemaranese" quella cioè elaborata dal maestro di clarinetto "Mbrusino", attualmente, viene eseguita e suonata quasi perfettamente da Giacomino 'Tuca d'Oro" accompagnato con^ l'organetto da " 'NTUNIUCCIO BOCCHINO" e dal nuovo percussionista " 'NGILILLO 'E CARAFIELLO" (Angelo CORSO) in quanto il rinomato percussionista Antonio BOCCHINO " 'NTONIO 'E LETIZIA" è venuto a mancare non molto tempo addietro. La "Tarantella Montemaranese" quella elaborata e suonata dal grande e amato maestro "MBRUSINO" non è stata mai eguagliata e minimamente superata, perciò è stata e, resterà un monumento della musica folkloristica popolare di MONTEMARANO.
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